LOREDANA DE PETRIS
(Parlamentare LEU)
 
STEFANO FASSINA
(Sinistra per Roma Comune di Roma)

La logica del dominio e del potere per piegare le regole e distruggere ogni opposizione
TAGLIATA L'ACQUA ALLA EX LAVANDERIA:
COLPIRNE UNO PER EDUCARNE 100
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Dalla cessione del Padiglione 28 al taglio dell'acqua alla Ex Lavanderia continua la marcia violenta e trionfale della ASL RM1 verso l'appropriazione del S.Maria della Pietà, fuori dalle regole e contro i cittadini.

Il 2020, potrebbe diventare l'anno in cui segnare la fine di ogni percorso partecipato, pubblico e legale per l'utilizzo dell'Ex Manicomio di Roma S.Maria della Pietà.
L'arroganza della ASL RM1, la complicità della Regione Lazio, la passiva inconsistenza della Giunta Comunale e del Municipio 14, potrebbero portare a compimento la lunga marcia iniziata dalla Giunta Storace agli inizi del millennio. Sottrarre l'Ex Manicomio di Roma, 35 padiglioni, 65.000 metri quadri, un parco di 27 ettari all'uso pubblico, sociale e culturale per consegnarlo ad un inutile Polo Sanitario che andrebbe ulteriormente a riempire di strutture mediche ed ospedaliere un territorio già colmo.
Tutto per risanare i bilanci dissestati di una ASL caratterizzata negli anni da cattiva gestione attestata anche nelle aule di Tribunale.
Una Delibera Regionale del 2016 ed un Protocollo di Intesa del 2018 sanciscono il passaggio di proprietà alla ASL RM1 di 25 edifici su 37 ma, a quanto pare, non basta.
Un bando di “Capodanno” affida alla stessa ASL anche uno dei 12 Padiglioni che dovrebbero essere gestiti dalla Regione e che secondo gli indirizzi comunali contenuti in una Delibera approvata nel 2015 dovrebbe avere funzione culturale.
La cosa più grave e surreale è che Regione ed ASL stanno decidendo rapidamente destinazioni ed usi di tutti gli edifici dell'Ex Manicomio mentre il Comune ed il Municipio stanno imbrogliando cittadini ed associazioni simulando una partecipazione che finirà il proprio percorso quando tutto sarà già fatto ed immodificabile.
Eppure esiste ancora una possibilità nella resistenza di un mondo associativo composito e battagliero che comprende molte realtà della Salute Mentale, Associazioni cittadine e locali e quelle realtà che per 25 anni si sono battute per l'uso culturale e corretto del S.Maria.
Rivendicano l'applicazione delle Leggi e delle Norme, prima fra tutte la Legge 388/2000 che obbligherebbe ad usare gli Ex Ospedali Psichiatrici per trarre redditi e finanziare i servizi regionali di Salute Mentale. Legge ignorata in due decenni di gestione arbitraria del S.Maria. E poi ancora la Delibera Comunale n. 40, frutto di una proposta di Iniziativa Popolare, approvata nel 2015 che definisce gli indirizzi urbanistici (obbligatori) per quella che è una Centralità Urbana: prevalenza di uso culturale, funzioni turistico-ricettive, Pano Urbano a norma di Piano Regolatore, limite dell'uso sanitario.
Insomma un quadro giuridico normativo che farebbe del S.Maria della Pietà un vero “Centro Storico”, a gestione chiaramente Pubblica e con servizi utili ai cittadini.
Ma questa ipotesi deve essere combattuta con ogni mezzo necessario. Dalla segretezza degli atti, a scelte totalmente fuori norma, alla falsificazione della realtà, fino ad atti di rappresaglia vera e propria.
Fra questi il distacco dell'acqua avvenuto sabato scorso al Padiglione 31, sede storica dell'Associazione Ex Lavanderia, dopo che 2 anni fa la ASL aveva già staccato la luce.
Esperienza nata da un'occupazione di cittadini ed associazioni nel 2004 per impedire che si completasse l'opera di smantellamento illegale da parte della Giunta Storace delle opere pubbliche finanziate con i fondi del Giubileo: gli Ostelli della Gioventù ed appunto il Centro Culturale al Padiglione 31.
Ed è utile ricordare come in quel momento, il CentroSinistra all'opposizione in Regione sostenesse quell'atto di resistenza fino al punto di organizzare un'Assemblea Pubblica all'interno dei locali “occupati” con la presenza di tutti i capigruppo regionali, l'Assessore Comunale all'Urbanistica ed il Presidente del Municipio, fino al punto di votare una Mozione Comunale (2 febbraio 2005) in cui si chiedeva espressamente l'assegnazione del Padiglione ai cittadini che lo preservavano.
Infine in una Memoria di Giunta del 2009.
Ed anche il M5S non è stato da meno, con la futura Sindaca di Roma a dichiarare testualmente nel 2013, in un'Assemblea sempre al Padiglione 31la necessità di ““Riconoscere a questi cittadini un “quid pluris”, non perchè sono più belli o sono arrivati prima ma perché la loro attività è quella che ci ha permesso oggi di stare qui e di godere di quegli spazi pubblici, quei pochissimi che sono rimasti, invece di trovarci in strutture della ASL”
Oggi la Regione ed il Comune tacciono sull'ennesima rappresaglia ASL che potrebbe sancire la fine di un'esperienza culturale unica, aperta e pubblica, riconosciuta da centinaia di cittadini.
Non certo per un rigurgito di legalitarismo che suonerebbe come minimo ipocrita e contraddittorio mentre si stanno violando tutte le Norme su tutto il complesso.
L'Associazione Ex Lavanderia ha altre “colpe” ben più gravi. Senza di essa oggi il S.Maria della Pietà non sarebbe ancora in discussione, non ci sarebbe una sede Municipale seppur parziale, non ci sarebbero state le proposte di Iniziativa Popolare e le migliaia di firme raccolte, non ci sarebbe più spazio per nessuno di rivendicare il rispetto delle regole e l'uso corretto delle risorse pubbliche; soprattutto la politica istituzionale potrebbe tranquillamente compiere la dismissione di ogni funzione culturale pubblica senza ostacoli né opposizioni.
Finché sopravvive, nel cuore dell'Ex Manicomio di Roma, un'esperienza di pratiche pubbliche, di informazione e di memoria, il progetto Storace assunto nel tempo da quelli che fingevano di opporsi non è un destino ineluttabile.
Se il Comune e la Regione fossero corretti ed onesti, dovrebbero ricordare alla ASL RM1 che il Padiglione 31 è destinato alla Cultura e che è previsto il suo passaggio alla Gestione Comunale.
Dovrebbe essere il Comune a determinarne funzioni e destino ed assumersi la responsablità di decidere le sorti della Ex Lavanderia.
Ma il Comune ed il Municipio, a quanto pare, sono alle dipendenze dell'Azienda Sanitaria che fa e dispone a suo piacimento, come sempre.

Il Comitato “Si può fare” si esprime in sostegno della Ex Lavanderia così come ribadisce la propria battaglia per il rispetto delle regole, l'uso Pubblico, Sociale e Culturale del S.Maria della Pietà, l'uso corretto delle risorse in favore dei servizi di Salute Mentale, il rispetto della Delibera 40/2015 e del Piano Regolatore.

Invitiamo tutti a firmare la Petizione promossa dall'Associazione Ex Lavanderia al link: https://www.change.org/p/nicola-zingaretti-al-santa-maria-della-pieta-l-acqua-e-la-cultura-non-possono-essere-pubbliche?signed=true

Parteciperemo ed invitiamo tutte e tutti all'Assemblea pubblica al Padiglione 31 il 23 febbraio alle ore 16.