HOME 2014

HOME 2018

Apello Salute Mentale

Appello Urbanisti


Per adesioni: info@sipuofare.it


S.Maria della Pietà

Appello al Presidente Zingaretti, alla Sindaca Raggi, al Presidente Campagna

Primi Firmatari: Daniela Pezzi, Presidente Consulta Regionale Salute Mentale; Maria Grazia Giannichedda, Presidente Fondazione Franca e Franco Basaglia; Antonello D’Elia, Presidente di Psichiatia Democratica, Marinella Cornacchia, Presidente ARESAM (Associazione Regionale Salute Mentale; Maria Antonietta Buonagurio, Presidente dell'A.R.A.P. (Associazione per la Riforma dell'Assistenza Psichiatrica); Giacomo Nicastro DI.A.PSI.GRA (Difesa Ammalati Psichici Gravi Italiana -Onlus); Elena De Sanctis Gentili, Presidente Associazione di Familiari per la Salute mentale "Oltre le Barriere"; Silvia Gnetti, Cittadinanza Attiva; Valentina Calderone, direttrice di “A Buon Diritto”; Lotario Turini, Presidente Associazione Solaris; Giovanna Penati, Associazione di Volontariato Scalea 93

Vi scriviamo per ricordarvi che le scelte sull’utilizzo del Complesso S. Maria della Pietà non possono essere fatte senza tener conto del percorso di chiusura degli ospedali psichiatrici e soprattutto delle regole e delle normative che riguardano il loro riutilizzo e la loro produzione di reddito.

Stiamo parlando dell’ex Manicomio di Roma, luogo simbolo, prima dell’orrore dell’istituzione totale e poi della battaglia di liberazione che ha portato alla legge di riforma psichiatrica più avanzata del mondo, la Legge n.180, 13 maggio 1978, inglobata successivamente dalla Legge n.833, 23 dicembre 1978 “Riordino del Sistema Sanitario Nazionale”.

I ritardi presentati dalle Regioni nell’attuazione della chiusura degli ospedali psichiatrici e nell’attivazione di servizi territoriali, hanno reso necessario stabilire un criterio di “risarcimento” tanto che i Governi che si sono avvicendati negli anni lo hanno ribadito e fissato con norme nelle diverse leggi finanziarie.I beni mobili ed immobili degli Ospedali Psichiatrici dismessi possono essere utilizzati per attività di carattere sanitario purché diverse dalla prestazione di Servizi per la salute mentale… … ed essere destinati alla produzione di reddito per finanziare quanto previsto dal Progetto Obiettivo Nazionale tutela e promozione della salute mentale.

L’insieme del quadro normativo nazionale e regionale, sia concettualmente sia materialmente, è stato totalmente disatteso da quel dicembre 1999 in cui l’ultimo paziente ha lasciato il S. Maria della Pietà.

Ricordiamo che non un reddito prodotto dal Complesso S. Maria della Pietà (come ad esempio gli affitti per le sedi amministrative), è stato riversato nei Progetti per la Salute Mentale.

Ed ancora che una serie di realizzazioni fatte con soldi pubblici che avrebbero potuto attrarre risorse sono state smantellate. E’ il caso degli Ostelli e della mensa realizzati per il Giubileo 2000, smantellati nel 2003, con l’aggravante che in quelle strutture operavano anche cooperative integrate a cui, quindi, è stata sottratta anche una possibilità di lavoro e di integrazione.

Inoltre la ASL Roma1, a cui è stata completamente delegata la gestione del bene, ha reintrodotto Servizi di carattere psichiatrico (anche nei padiglioni destinati ad ostello) in contrasto con la normativa vigente.


Oggi cogliamo con grande preoccupazione la determinazione della Regione Lazio a realizzare la “città della salute e del benessere” lasciando alla ASL
Roma1 la gestione e la proprietà del Complesso.

Questa ipotesi progettuale non tiene minimamente conto degli obblighi di legge ed in particolare della Legge n.388, 23 dicembre 2000 art.98 comma 3 (utilizzo rendita derivante ex OP), non individua alcuno strumento con il quale destinare i redditi prodotti ai Progetti per la Salute Mentale e rischia di accreditare l’operato della ASL Roma1 volto a trasferire dei Servizi e delle strutture residenziali afferenti al Dipartimento di salute mentale all’interno del Complesso.

Ricostituire un polo sanitario con particolare propensione per le patologie mentali, le dipendenze, la disabilità significherebbe lavorare contro lo spirito e i contenuti delle norme di riforma psichiatrica.

Tanto più tutto questo è grave in un momento in cui il sistema pubblico di Servizi per la salute mentale della Regione è in crisi drammatica e che nel dibattito nazionale c’è chi promuove la cancellazione della Legge di riforma psichiatrica.


Il movimento associativo e migliaia di cittadini hanno promosso, negli anni, con competenza e determinazione un uso socioculturale del Complesso S. Maria della Pietà, per rispondere ai bisogni della cittadinanza ed insieme per rispettare le regole e l
e leggi vigenti.


Vi chiediamo di ascoltare.